La biblioteca di via Dante esempio di inclusione sociale, premiata ai Friendly and Inclusive Spaces Awards 2026

Dettagli della notizia

Durante il congresso mondiale di architettura Honourable Mention alla struttura comunale rinnovata con il progetto finanziato dal PNRR.

Data:

20 Luglio 2026

Tempo di lettura:

1 Min

 

La biblioteca comunale di Quartu esempio internazionale di inclusione sociale, con tanto di menzione particolare nell’ambito del congresso mondiale di architettura, tenutosi nei giorni scorsi a Barcellona. Nuova soddisfazione per il centro culturale di via Dante, dopo essere stato uno dei primissimi progetti finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ad essere portato a compimento, ormai oltre un anno fa.

Qualche mese di lavori serrati e mirati, per riaprire quanto prima le porte agli studenti e agli appassionati di lettura: la sede centrale del Sistema Bibliotecario urbano di Quartu era stata inaugurata nel maggio 2025 dopo un intervento che puntava sulla volontà di rendere la struttura pienamente accessibile: accessi più chiari, percorsi intuitivi e una distribuzione degli ambienti immediatamente comprensibile, migliorando così l’orientamento e rendendo più semplice l'utilizzo degli spazi da parte di utenti con esigenze differenti.

Un progetto finanziato con 500mila euro di fondi PNRR che ha trasformato la Biblioteca centrale e quella dei ragazzi in uno spazio pubblico moderno, completamente accessibile e inclusivo, progettato per rispondere alle esigenze di tutte le fasce di età e con particolare attenzione alle persone con disabilità fisiche, cognitive e sensoriali. L’intervento è stato d’altronde realizzato proprio nell’ambito dell’avviso pubblico del Ministero della Cultura (PNRR M1C3-3 – Intervento 1.2) per la rimozione delle barriere fisiche e cognitive nei luoghi della cultura pubblici.

Durante il World Congress of Architects UIA 2026 di Barcellona il progetto ha ricevuto una Honourable Mention ai Friendly and Inclusive Spaces Awards 2026, premio promosso dalla UIA (International Union of Architects) per le migliori realizzazioni dedicate agli spazi inclusivi. Nella nota della giuria si legge che “andando oltre le normative e collaborando con i bibliotecari e gli esperti, il progetto ha creato un centro civico piacevole, accessibile e accogliente”. E ancora “con l'inclusività al centro, la biblioteca è funzionale, socialmente vivace e ben integrata nel suo contesto urbano".

Il progetto quartese è infatti voluto andare oltre l’eliminazione delle barriere architettoniche, costruendo ambienti leggibili, accoglienti e facili da abitare. L’idea ha preso forma mettendo l’accessibilità al centro, come principio ordinatore dell'insieme, e si è concretizzato nel lavoro degli architetti Francesco Cocco, Francesca Raimondi e Dora Uricchio, su incarico della società Rete Gaia S.r.l., il raggruppamento di professionisti specializzato in progetti di accessibilità e inclusione per il patrimonio culturale che ha curato il progetto per il Comune di Quartu Sant’ Elena

Nel rispetto dei criteri ambientali minimi e del principio DNSH (Do No Significant Harm) l’ammodernamento in chiave inclusiva della struttura pubblica ha riguardato l’adeguamento di scivoli, pedane e servizi igienici, l’installazione di campanelli nelle porte del cortile per disabili motori, mappe tattili e percorso podotattile per ipovedenti e non vedenti. L’utenza usufruisce inoltre di nuovi allestimenti interni, quali arredi (scaffalature, scrivanie, sedie) per zone studio e relax, spazi esterni ombreggiati con vele, inclusa un’area dedicata ai bambini, postazione pc per disabili motori e ipovedenti. Adeguate anche l’illuminazione e la segnaletica: l’impianto è stato rifatto con sistemi regolabili per evitare riflessi ed è stata installata una segnaletica interna ed esterna per l’orientamento e l’identificazione dei servizi. Implementati inoltre i materiali inclusivi, quali libri, manualistica specialistica e risorse multimediali per l’accoglienza di persone con disabilità.

La biblioteca di via Dante si è così trasformata in un laboratorio di inclusione sociale, con spazi polifunzionali per attività culturali, educative e aggregative. Un esempio virtuoso, che mostra come anche un intervento di adeguamento possa utilizzare l’accessibilità come criterio di composizione dello spazio, promuovendo il libero dialogo tra cultura e cittadinanza.

A cura di

Ufficio Cultura, Beni Culturali, Lingua Sarda, Tradizioni Popolari, SBU

Via Eligio Porcu 141 - 09045 - Quartu Sant'Elena

Dataset

Ultimo aggiornamento

20 Luglio 2026

Quanto sono chiare le informazioni su questa pagina?

Valuta da 1 a 5 stelle la pagina

Vuoi aggiungere altri dettagli? 2/2

Inserire massimo 200 caratteri