Nella Sala Teche dell'Ex Convento dei Cappuccini la mostra 'L'arte di Antonio Sini incontra Gramsci'
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L'inaugurazione è in programma venerdì 6 marzo alle 17.
02 Marzo 2026
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L’Ex Convento dei Cappuccini ancora una volta location suggestiva ed elegante di un appuntamento tra arte e letteratura. Un’altra mostra di alto profilo, un altro appuntamento che emana cultura, traendo ispirazione da uno dei più grandi intellettuali sardi della storia, Antonio Gramsci, per una carrellata di opere di Antonio Sini, pittore e scultore, oltre che poeta, di Sarule, attivo in Sardegna a partire dagli anni 60.
Venerdì 6 marzo, alle 17, nella Sala Teche del centro culturale di via Brigata Sassari, è infatti in programma l’inaugurazione della mostra promossa dall’Istituto Gramsci Sardegna, in collaborazione con la Cineteca Sarda e con il patrocinio del Comune di Quartu Sant’Elena, ‘Antonio Sini incontra Gramsci’, che permetterà di apprezzare tante opere rimaste a lungo nascoste. Saranno presenti Gianfranco Bottazzi, Presidente dell'Istituto Gramsci, Pier Giorgio Serra, Direttore dell'Istituto Gramsci, Antonello Zanda, Direttore della Cineteca Sarda, Mariella Obino, moglie di Sini, e il ViceSindaco di Quartu Tore Sanna.
Al centro della mostra di Antonio Sini una serie di tempere che Sini ha dedicato alla figura di Gramsci e che furono esposte nel 1977 ad Ales, in occasione del quarantennale della morte del filosofo sardo, alla presenza di Enrico Berlinguer. Da allora le opere di Sini non sono state più esposte. Una bella opportunità quindi per riscoprire, grazie all’ampia panoramica ivi presente, l’attività artistica del pittore e scultore sardo, attivo a partire dagli anni Sessanta.
Antonio Sini nacque il 17 agosto 1928 a Sarule, villaggio di pastori, contadini e artigiani della Barbagia e morì il 22 luglio 2017 a 89 anni. Il regista Giuseppe Fina, agli inizi degli anni Sessanta, lo scelse come protagonista di un documentario a colori sulla Sardegna, che trae il titolo dall’opera omonima del Sini ‘La terra che non ride’. Il lavoro fu premiato ai festival internazionali di Locarno, Bergamo, Mosca e Tokio. Imparò a leggere e scrivere durante i 7 anni di carcere - da innocente – e quando uscì partecipò a numerosi concorsi, imponendosi all’attenzione della critica nazionale nel 1965 con La terra che non ride, cui fecero seguito Oltre le radici (1968) e Il fiore impiccato (1976).
Le sue poesie sono state tradotte in tedesco, svedese, inglese, francese, russo, spagnolo e giapponese. Le sue opere (inchiostri, pastelli, tempere, ma anche sculture in ferro, legno, pietra, terrecotta) suscitarono molto interesse nel pubblico e tra artisti, critici, galleristi e collezionisti. A Sassari e a Cagliari i suoi collages sulla “Violenza nel mondo” accompagnarono gli spettacoli di Dario Fo e di Franca Rame. Molte le sue esposizioni, sia in Sardegna che fuori dall’Isola.
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02 Marzo 2026