V-Art Quartu Exposition, a The Social Gallery la mostra 'La persistenza dell'ellisse', di Ermanno Leinardi

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L'inaugurazione è in programma sabato 18 aprile alle 18.30.

Data:

10 Aprile 2026

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Il 18 aprile alle ore 18.30 nuovo appuntamento con il progetto V-Art Quartu Exposition presso lo spazio espositivo “The Social Gallery” di Quartu Sant’Elena, che ospiterà una mostra dedicata al Maestro Ermanno Leinardi, La Persistenza dell’Ellisse, a cura di Roberta Vanali, con la direzione artistica di Giovanni Coda. La retrospettiva è costituita da 25 opere su tela che coprono un arco cronologico dal 1969 al 2004, affiancate da una serie di cartelle contenenti opere su carta e calcografie. In mostra anche un ritratto dell’artista realizzato da Maria Lai nel 1978.

Tutto ha inizio in maniera fortuita: una goccia di china sfugge al controllo dell’artista e si infrange al suolo. Avrebbe potuto passare inosservata, ma l’artista ne coglie il potenziale semantico. Quella macchia si trasforma in un’ellisse, dando vita a un segno iconico che diventerà la matrice di tutta la ricerca di Ermanno Leinardi - spiega la curatrice della mostra Roberta Vanali -. Nel 1967 feci il primo quadro con l’ellisse. Ellisse che si fa cardine, chiave di volta di un sistema percettivo. Un’unità che l’artista estrae dal caos per consegnarla al rigore. Un rigore, tuttavia, mai assoluto. Non sono forme passive, le sue ellissi: si moltiplicano, si dilatano, implodono e scorrono sulla tela trasformandola in un campo di forze variabili, costringendo l’occhio a seguire inganni percettivi e asimmetrie inattese. Considero infatti ‘l’inganno percettivo’ come la base di tutta la mia ricerca che, malgrado tutto, continua ancora oggi. Malgrado tutto, perché si muove in un percorso contrario, anzi in opposizione, a quello perseguito dalla cultura dominante. L’artista ne esplora le infinite possibilità di combinazione, in un equilibrio tra razionalità e casualità, tra poesia e un inaspettato carattere ludico. Oggetto di analisi in relazione agli altri segni e allo spazio circostante, l’ellisse consente un’esplorazione strutturale che, nell’ambito del Concretismo Plastico, mette in discussione il calcolo a favore di equilibri instabili e spazi ambigui. Si dipana così la serie delle ellissi, caratterizzate da una ricchezza poetica imprevedibile e da una apparente semplicità. La retrospettiva si apre con un ritratto a china su carta realizzato da Maria Lai nel 1978 e prosegue attraverso un percorso espositivo che passa in rassegna le opere realizzate tra il 1969 e il 2004, iniziando dalla produzione legata al Gruppo Transazionale, di cui Leinardi fu co-fondatore nel 1966 insieme a Tonino Casula, Ugo Ugo e Italo Utzeri, sodalizio che rappresentò il momento cruciale per la svolta astratta in Sardegna, permettendo all’artista di dialogare con i principali protagonisti del rinnovamento artistico europeo. A questo periodo risale il trasferimento a Roma e la prima personale a Parigi (1970) con la presentazione di Argan, seguita dalla partecipazione alla IX Quadriennale romana (1973) diretta da Palma Bucarelli. Se nella prima metà degli anni Settanta le composizioni rimangono vincolate a combinazioni in rigorosa relazione dinamica, contraddistinte dall'uso del non-colore, alla fine del decennio l’artista dà vita al ciclo ‘Esercizio indiscreto’, in cui l’ellisse scivola lungo linee spezzate, generando geometrie volutamente inconcluse che rompono l'equilibrio statico e rivelano apparenti profondità della superficie. Questa evoluzione dà luogo a strutture visionarie di matrice costruttivista che culminano nel ciclo ‘Spazio Ambiguo’, definito da diverse intensità cromatiche e da una nuova complessità formale, come spiega Claudio Cerritelli: le problematiche costruttive si basano su composizioni ascensionali, tensioni verticali e orizzontali, obliquità ed equilibri trasversali, scelte asimmetriche anche dissonanti, assetti che vertono sul dinamismo degli spazi variabili. Negli anni Novanta, di pari passo con la pittura, l’artista sviluppa la sperimentazione delle tecniche calcografiche avviata negli anni Settanta: serigrafie e litografie gli consentono di ottenere contrasti di forte impatto visivo mentre si avvale di diverse consistenze materiche offerte da acquaforte, acquatinta e cera molle, giocando sull’imprevedibilità della reazione degli inchiostri. Questa fase gli vale prestigiose collaborazioni e l’insegnamento di percezione visiva in Germania. Offrendo uno sguardo su quasi quarant’anni di incessante ricerca, la retrospettiva non si limita a celebrare la carriera dell’artista, ma restituisce la statura di un intellettuale che ha saputo guardare oltre i confini dell'Isola. Attraverso il rigore geometrico e la successiva liberazione cromatica, la sua opera rimane oggi una testimonianza imprescindibile del Novecento artistico, confermando Ermanno Leinardi come una figura chiave nella creazione di un linguaggio visivo moderno, coerente e profondamente europeo”.

Nato a Pontedera l’otto giugno 1933 da genitori sardi, Ermanno Leinardi trascorre un’infanzia segnata da numerosi spostamenti prima di stabilirsi in Sardegna. Dopo una fase giovanile di matrice espressionista, la sua traiettoria artistica subisce una svolta radicale nel 1960: la visita alla Biennale di Venezia lo spinge verso l’astrattismo geometrico. Negli anni Sessanta, consolida la sua ricerca sul segno, eleggendo l’ellisse a elemento cardine e dinamico delle sue composizioni. Nel 1966, insieme a Tonino Casula, Ugo Ugo e Italo Utzeri, fonda il Gruppo Transazionale. La sua carriera assume presto un respiro internazionale grazie ai legami con maestri come Antonio Calderara e Michel Seuphor. Espone al Centre Co.Mo. di Parigi, alla Quadriennale di Roma ottenendo il plauso di critici illustri come Giulio Carlo Argan e Palma Bucarelli. Trasferitosi a Roma nel 1968, collabora con i più importanti stampatori italiani ed europei. La sua produzione, inizialmente rigorosa e dominata dal ‘non-colore’, evolve negli anni Settanta e Ottanta verso nuove sensibilità, quelle ‘ambiguità spaziali’ che caratterizzeranno la sua maturità. Dopo anni trascorsi tra Roma, Milano, Venezia, Parigi, Zurigo e Londra, Leinardi sceglie di stabilire il suo atelier a Calasetta. Qui, oltre a proseguire la ricerca pittorica su grandi dimensioni, nel 2000 fonda il Museo MACC. Si spegne a Calasetta il 17 giugno 2006.

La mostra, a ingresso libero, sarà visitabile gratuitamente fino al 9 maggio 2026, ai seguenti orari: dal giovedì al sabato dalle ore 18.00 alle ore 20.00. Per info Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

A cura di

Ufficio Cultura, Beni Culturali, Lingua Sarda, Tradizioni Popolari, SBU

Via Eligio Porcu 141 - 09045 - Quartu Sant'Elena

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Ultimo aggiornamento

10 Aprile 2026

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