A Quartu la terza edizione dell'Officina delle lingue minoritarie esplora i conflitti della nostra epoca
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Dal 5 al 7 novembre e dal 5 al 6 dicembre 2026 tra 'gherras e limbas': un confronto tra sardo, catalano, franco-provenzale e friulano nel contesto contemporaneo.
30 Ottobre 2026
1 Min
Il paradosso delle lingue minoritarie: aspirano al respiro globale, ma soffrono di asfissia nel loro stesso territorio. Eppure, le lingue regionali europee sono proprie di terre di confine spesso teatro storico di tensioni, di confronti anche duri tra culture, di conflitti esistenziali. Sono dunque ontologicamente cresciute dentro una situazione che le prepara alla resilienza se non alla resistenza vera e propria, che le forgia dentro la contrapposizione identitaria, che le induce alla chiusura o alla negoziazione di fronte alle culture di dominio, imperiali, coloniali o autoritarie. Le culture di minoranza, non solo perché in genere sono situate al confine tra mondi opposti o sono isolate in recessi territoriali, possono insomma produrre un loro punto di vista e buone pratiche sui conflitti che attraversano il mondo. È questa la scommessa che ha convinto i responsabili di Officina Linguistica, per la terza edizione quest’anno, a convocare i rappresentanti di sardi, catalani, friulani e francoprovenzali a Quartu Sant'Elena per parlare, dal loro punto di vista e attraverso uno sguardo attento alla letteratura, di guerre e lingue nel mondo.
“Sembra una tesi azzardata, ma, se ci pensiamo un attimo, in ogni conflitto di interesse globale le occasioni di confronto linguistico e culturale si ritrovano facilmente - commenta il Sindaco Graziano Milia -. Anzi, spesso sono preponderanti rispetto alle diatribe per il controllo economico delle risorse. Allora, forse, non solo il casus belli, ma anche la via della pace può essere costruita con l’aiuto dei gruppi minoritari”.
Le lingue di minoranza, anche nella civilissima e benestante Europa, non se la passano molto bene. Sempre contrastato lo status del catalano, in difficoltà il franco provenzale e il friulano, sull’orlo di una crisi di nervi il sardo. Solo per restare nell’ambito della nostra lingua di minoranza storica, che per qualcuno è ‘nazionale’, pur essendo gli ultimi dati certi relativi ai parlanti del 2007, l’abisso è vicino, almeno nelle città e nelle grandi aree storiche del Campidano e Logudoro. La resistenza si situa in aree come il Nord Ovest, l’Alta Barbagia, il Goceano e la Baronia, laddove la trasmissione in famiglia è ancora viva. Buona la situazione anche del sardo corso gallurese. Da verificare meglio Alghero e Carloforte. Il resto della resilienza è legato all’ambito della militanza, agli stakeholder dei progetti sostenuti dalla Regione Autonoma e forse al grande affetto che la popolazione riversa ancora, in forme non del tutto razionali, alla lingua che per 1000 anni ha accompagnato il suo cammino storico.
Ma i numeri della letteratura in lingua sarda, quelli certi, lanciano un grido d’allarme oggettivo: nelle ultime decadi solo 3 o 4 libri di livello in sardo prodotti per ogni annata. Secondo l’Associazione Editori Sardi il 4 per cento della intera produzione regionale. Nell’Isola della onda continua di autori di narrativa, nella regione dei Festival, i narratori in lingua sarda stanno scomparendo fino a rischiare di diventare dei ‘panda’ editoriali. Spesso le pubblicazioni in limba sono solo saggistiche, o traduzioni, o edizioni bilingue, che non raggiungono il grande pubblico. Rari gli scrittori in sardo che frequentano i festival. Di contro rare anche le attenzioni di protezione legislativa per questa parte importante della politica linguistica. Il resto sono solo autoproduzioni pagate da siti specializzati o iniziative autoreferenziali del mondo che seguono comunque altre logiche non di diffusione editoriale, ma di autopromozione.
La risposta alla crisi però non può essere ideologica, e invece nello spirito della Officina è pragmatica: restare dentro i temi della contemporaneità, non rinchiudersi nei premi o nei convegni, accettare la sfida di essere comunque autori ‘normali’, ma che si esprimono in lingue altre. Da queste semplici premesse discendono le scelte operate per il cartellone di Officina del 2026 diviso quest’anno in due sessioni per ragioni logistiche e organizzative, ma anche per non appesantire il pubblico con proposte troppo concentrate.
Si inizia giovedì 5 novembre alle ore 17, presso la Sala dell’Affresco dell’Ex Convento dei Cappuccini di via Brigata Sassari 4, con un’opera di respiro veramente globale: la traduzione dal persiano antico al catalano del poema sufi di Farid Udd Din Addar ‘La conversa dels ocells”, grazie a Carles Duarte i Montserrat, filologo, poeta e intellettuale catalano molto attento alle vicende globali e sarde (Premio Ondras 2022). A parlare con lui, un intellettuale sardo altrettanto raffinato ed esperto come il filologo Maurizio Virdis. Un’operazione raffinata e profonda di cui non sfuggono i sottintesi riferiti alla geopolitica attuale. Nella stessa serata, in un dialogo con Giusy Fanti, sarà presentata l’opera bilingue di Sandro Dessi ‘Un padre aveva due figli’ che rilegge il mito del figliuol prodigo.
Venerdi 6 novembre, stessa ora e stessa sede, pomeriggio dedicato alla storia e alla letteratura sarde con due opere recenti. La graphic novel dedicata al capo sardo Amsicora da Massimiliano Pala con la versione in sardo di Angelo Canu. Coordina Giovanni Runchina. A seguire, con la sapiente guida del filologo e editor Giancarlo Porcu, la presentazione della biografia letteraria ‘Padre Cubeddu in sa terra de sa poesia’ di Luca Maurizio Atzori e Graziano Fois.
Sabato 7 novembre mattina, a partire dalle ore 10, stessa sede, parte il ‘Cantiere de sa limba sarda’, diretto da Lucia Cossu. Appassionati, militanti, esperti, artisti, scrittori, sono invitati a portare le loro idee, le loro storie, le loro buone pratiche, o le loro testimonianze, per il miglioramento della politica linguistica del sardo.
La seconda sessione di Officina si aprirà il 5 dicembre alle 17, negli spazi di Sa Dom’e Farra, con due laboratori e una premiazione. Il primo incontro, dal titolo ‘Scrittura e letteratura di confine negli idiomi non statali: Catalogna, Piemonte, Friuli’, vedrà la partecipazione di Jordi Llavina, poeta, narratore e critico letterario catalano, Teresa Geninatti Chiolero, studiosa, divulgatrice e traduttrice in lingua francoprovenzale, e William Cisilino, direttore dell’ARLeF - Agenzia regionale per la lingua friulana - e studioso della tutela delle minoranze linguistiche. Coordinerà i lavori Maria Antonietta Piga.
Alle 18.30 seguirà la tavola rotonda ‘La lingua della pace è in minoranza? Friuli-Sardegna: due casi a confronto’, dedicata al ruolo delle lingue minoritarie nella costruzione del dialogo, della convivenza e della pace. A partire dalle esperienze del Friuli e della Sardegna, l’incontro proporrà una riflessione sul valore delle identità linguistiche come strumenti di partecipazione, apertura e incontro tra comunità, superando l’idea della diversità come confine o ostacolo. Interverranno Mauro Carta, presidente regionale delle ACLI Sardegna, ricercatore ed esperto di cooperazione internazionale, Carlo Sechi, studioso e storico attivista per la tutela del catalano di Alghero, William Cisilino e Daniela Masia Urgu, filosofa, docente e operatrice linguistico-culturale dell’Istituto Camillo Bellieni, impegnata nella promozione della lingua sarda. Coordinerà Guido Garau.
La serata si concluderà con la premiazione di Bachis Medde, libraio di Ghilarza che ha saputo trasformare le piazze dell’Isola in presidi di resistenza letteraria. Autentico libraio di frontiera, nel corso del 2026 ha tracciato una straordinaria mappa culturale itinerante, raggiungendo circa cinquanta località in tutte le province della Sardegna.
La chiusura dell’Officina delle Lingue minoritarie 2026 è in programma domenica 6 dicembre, alle 18.30, nella Sala dell’Affresco dell’Ex Convento dei Cappuccini. L’appuntamento sarà dedicato alla presentazione del libro di Maria Gabriella Ledda ‘Tra le mie corde’, incentrato sulla figura e sul percorso artistico di Mauro Palmas. A seguire, il concerto di Mauro Palmas suggellerà la manifestazione, intrecciando parole e musica in un omaggio alla cultura e alle sonorità della Sardegna.
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Ultimo aggiornamento
30 Ottobre 2026