Bilancio più che positivo a Quartu per le Giornate del Romanico, tanti visitatori catturati dall'architettura e dalla musica
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La soddisfazione del Sindaco Milia: “Continueremo a investire sui nostri beni, per il presente e per il futuro della nostra società”.
02 Novembre 2026
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Due giorni di eventi e di visite guidate, due giorni di cultura, di arte, di Romanico. Il bilancio del weekend a Quartu è ampiamente positivo: centinaia di persone, tra cittadini, famiglie, appassionati e visitatori, hanno approfittato delle aperture straordinarie per riscoprire i tesori architettonici del nostro territorio.
Per due giorni Sant’Agata, Santa Maria di Cepola, San Benedetto, San Pietro di Ponte e San Forzorio sono diventate luoghi vivi, custodi della memoria collettiva, in quella che si è confermata come la tappa più ricca del calendario sardo della manifestazione, organizzata dalla Fondazione Sardegna Isola del Romanico nell’ambito del progetto nazionale Italia Romanica, con il programma locale curato dall’Associazione Ichnusae, con il supporto della delegata per il Romanico dell’Amministrazione comunale quartese Anna Maria Demurtas.
Particolare apprezzamento ha riscosso l’evento ‘La Luce del Romanico’, che sabato 31 ottobre ha aperto la due giorni nella chiesa di Sant’Agata, illuminata soltanto dalla luce delle candele. Il concerto vocale e strumentale ‘Dialoghi Sonori’, con il soprano Valentina Marghinotti, il tenore Fabio Brundu e Andrea Cossu al pianoforte, a cura dell’Associazione Culturale Musicale ‘Ennio Porrino’, ha regalato al pubblico un momento di intensa suggestione, nel quale architettura, luce e musica si sono incontrate in perfetta armonia.
Domenica la manifestazione si è aperta all’intera città con un programma che ha saputo intrecciare cultura, spiritualità, musica, archeologia, tradizioni popolari e inclusione. Le visite guidate condotte dagli archeologi dell’Università degli Studi di Cagliari hanno accompagnato i visitatori nelle cinque chiese, mentre il servizio navetta gratuito da piazza Azuni ha reso più semplice raggiungere San Forzorio. Molto partecipato anche il percorso sensoriale al Parco di Molentargius, a cura de Il Tarassaco Sardegna e accessibile alle persone non vedenti. Nella chiesa di San Pietro di Ponte, appena riaperta dopo i lavori di ristrutturazione realizzati dall’Amministrazione comunale, è stata celebrata la Santa Messa da Monsignor Alfredo Fadda, mentre il Santo Rosario in lingua sarda a Santa Maria di Cepola, guidato da Peppino Pateri, è stato accompagnato dalle launeddas di Stefano Cara.
Hanno completato il quadro Nicola Agus a San Forzorio, con il suono delle launeddas per interpretare brani moderni, e la mostra fotografica a Santa Maria di Cepola, con il percorso ‘Memorie Invisibili’ dell'Associazione Anteas, nonché la presenza dei musicisti itineranti tra le chiese, con altre launeddas, quelle di Michele Deiana e Stefano Cara. A chiudere il programma, nella chiesa di San Benedetto, il concerto di canto gregoriano del Gruppo Vocale ‘Laeti Cantores’ di Cagliari, diretto dal maestro Giovanni Schirra, un appuntamento di grande valore artistico, culturale e spirituale.
“Due giorni intensi, tanti visitatori e una città che ha risposto con grande entusiasmo. Le Giornate del Romanico hanno portato centinaia di persone a varcare le porte di Sant'Agata, Santa Maria di Cepola, San Benedetto, San Pietro di Ponte e San Forzorio, riscoprendo luoghi che custodiscono una parte essenziale della nostra identità - il commento del Sindaco Graziano Milia -. Già nella serata di sabato tantissimi cittadini hanno voluto partecipare all'iniziativa ‘La Luce del Romanico’: la chiesa di Sant'Agata illuminata dalle sole candele, la musica, il silenzio attento dei partecipanti. Una serata da ricordare, capace di rammentare a tutti che il patrimonio culturale non è un museo da guardare da lontano, ma una memoria viva che sa ancora emozionare”.
“La cultura oggi è una delle risposte più concrete di cui una comunità ha bisogno: crea legami, genera senso di appartenenza, porta visitatori e fa vivere le nostre attività produttive. In un tempo che corre veloce, fermarsi insieme davanti alla bellezza, viverla e apprezzarla insieme, è un modo per sentirsi più comunità - prosegue il Primo Cittadino -. Voglio pertanto ringraziare la Fondazione Sardegna Isola del Romanico, la delegata al Romanico per Quartu Anna Maria Demurtas, l’Associazione Ichnusae, gli archeologi dell’Università di Cagliari, le associazioni, i musicisti, i volontari e tutti coloro che hanno partecipato. Continueremo a investire sui nostri beni, per il presente e per il futuro della società”.
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02 Novembre 2026