All'Ex Convento in mostra 'La scuola del libro di Urbino', con opere originali del grande artista novecentesco Salvatore Fiume

Dettagli della notizia

In esposizione anche l'arte di Dino Marchionni e Vitaliano Angelini, per un percorso artistico unito dall'elemento del rigore, prerogativa dell'istituto marchigiano.

Data:

16 Luglio 2026

Tempo di lettura:

1 Min

L’arte scuote dall’anima la polvere accumulata nella vita di tutti i giorni” predicava nello scorso secolo uno dei pittori che proprio con l’arte ha stupito, e conquistato, il mondo intero. A Quartu ci sono nuovi presupposti per scrollarsela di dosso, con la nuova mostra di calibro internazionale che accompagnerà appassionati, turisti e semplici curiosi per tutta la bella stagione e anche oltre. All’Ex Convento dei Cappuccini, custode silenzioso di secoli di storia, spazio a un altro evento capace di scuotere il panorama culturale sardo: l’arrivo della ‘Scuola dei libri di Urbino’, che porta nell’isola l’eredità artistica di uno dei maestri più visionari del Novecento italiano, Salvatore Fiume.

Continua a Quartu il viaggio nella storia dell’arte, che ha portato nella terza città della Sardegna veri e propri capolavori. Percorsi di cultura per sviluppare il proprio pensiero critico e unire le persone, superando le barriere culturali. In estate e anche in inverno, attraversando le festività natalizie e di fine anno, migliaia di visitatori sono accorsi negli ultimi anni ad apprezzare dal vivo l’arte di Francisco Goya, Giovanni Battista Piranesi, Albrecht Dürer, Luca Giordano, Guercino, Bernardo Strozzi, Valerio Castello, Francesco Trevisani, Domenico Maria Muratori, Giorgio De Chirico, Mario Sironi e René Magritte. Un inventario davvero di prestigio che ha indagato diverse correnti artistiche succedutosi nei secoli nel panorama nazionale ed europeo.

E ora è il turno di Salvatore Fiume (Comiso 1915 – Milano 1997), che fu pittore, scultore, architetto, scrittore e scenografo. Formatosi a Urbino nelle tecniche della stampa, si trasferì a Milano nel 1936 e poi a Ivrea presso Olivetti come art director. Esordì come pittore nel 1948 a Milano con lo pseudonimo Francisco Queyo, ottenendo grande successo. Partecipò alla Biennale di Venezia (1950) e lavorò come scenografo per la Scala e altri grandi teatri (Covent Garden, Opera di Roma). Realizzò opere monumentali, tra cui il dipinto per il transatlantico Andrea Doria, andato perduto nel naufragio del 1956, e affreschi nel castello di Fiumefreddo Bruzio. Sviluppò cicli pittorici come le Isole di statue, le Alleanze pittoriche e il Ciclo delle Ipotesi, oltre a sculture monumentali esposte in Europa. Le sue opere sono conservate in musei come MoMA (New York), Ermitage (San Pietroburgo), Musei Vaticani (Roma) e Museo del Novecento (Milano). Scrisse anche romanzi, racconti, commedie e poesie, ricevendo la laurea ad honorem a Palermo e l’Ambrogino d’oro a Milano. Dopo la sua morte, numerose mostre antologiche ne hanno celebrato l’opera in Italia e all’estero, in particolare per il centenario della nascita e il ventennale della scomparsa

Anche quest'anno ospitiamo all’Ex Convento una mostra di prestigio, con un maestro del calibro di Salvatore Fiume, uno degli artisti più importanti della storia dell’arte italiana ed europea del secolo scorso, come dimostrano le tante con opere in esposizione nei musei più prestigiosi del mondo. Un artista e un intellettuale, un numero uno - spiega il Sindaco Graziano Milia -. Prosegue quindi il percorso artistico intrapreso già da qualche anno con esposizioni di grande livello, perché riteniamo che questa città lo meriti. I cittadini di Quartu, che già negli anni scorsi hanno apprezzato molto le iniziative proposte, meritano di potersi riconoscere in un’attività culturale che conferisce prestigio anche alla città, ponendosi come punto di riferimento dell’ambito metropolitano e regionale. Questo è il significato della nostra scelta, che va anche oltre il significato stesso della mostra, la sua qualità, la sua bellezza. E anche questa è una di quelle cose di cui bisogna ricordarsi nella vita: il bello ha un valore, anche culturale, è qualcosa che dà senso al tempo concessoci su questa terra”.

La mostra offre l’esposizione di dipinti originali e incisioni appartenenti all’artista siciliano, provenienti dalla Fondazione Fiume di Canzo (CO), unitamente a opere uniche, incisioni e litografie, di Dino Marchionni e Vitaliano Angelini, in un dialogo artistico che attraversa generazioni. Si affronta così il tema che ha caratterizzato e caratterizza ancora la Scuola del Libro di Urbino: rigore, coerenza e pulizia del tratto e della composizione. Un’esposizione, un racconto per immagini, un tuffo nell’arte che vuole essere un tributo a una delle scuole più illustri del panorama europeo dall’Ottocento ad oggi. In questo contesto gli artisti proposti hanno nel loro dna affinità artistiche diversificate. La proposta espositiva parte dalla natura stessa della scuola: lo studio delle tecniche incisorie.

“Salvatore Fiume, Dino Marchionni, Vitaliano Angelini… questa mostra racconta l’opera di tre artisti molto diversi tra loro ma uniti da un elemento assolutamente fondamentale per la Scuola del libro, ovvero il rigore, la precisione nella realizzazione e nella presentazione delle opere - spiega il Direttore Artistico Walter Marchionni -. Un principio che appartiene fortemente alla città di Urbino, da secoli e secoli, da quando un signore rinascimentale, Federico da Montefeltro, ha dato il là alla scuola della città marchigiana. Nel tempo si è sviluppata, è diventata una scuola di alto profilo, di livello internazionale, e dal 1925 è addirittura diventata scuola regia, con decreto del re appunto, dell’illustrazione e decorazione del libro. Qui a Quartu presentiamo quindi tre artisti completamente differenti con una matrice comune, l’Istituto d’arte, che nel secolo scorso volle premiarli in quanto tra i più meritevoli. Un nesso forte che è il motivo ispiratore di questa mostra”.

E a suggellare il dialogo arte-realtà, visione-emozione, ecco la sezione ‘Cenacolo Familiare’, con opere di Laura Fiume e Walter Marchionni: un racconto intimo, quasi domestico, di come l’arte si tramandi di padre in figlio, di maestro in allievo. I due figli d’arte, pur nelle loro diversità, hanno ereditato il senso estetico e sviluppato autonomamente e in più campi nell’ambito artistico le proprie personalità, frutto appunto della loro convivenza con i reciproci padri.

La mostra è finanziata dal Comune di Quartu Sant’Elena, con il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna e della Fondazione di Sardegna. Gli allestimenti sono del Museo Magmma Villacidro e la Direzione artistica è di Walter Marchionni. Un fronte comune, istituzionale e culturale, che testimonia quanto questa mostra sia sentita come un’occasione identitaria, un ponte tra la tradizione artistica marchigiana e l’Isola.

L’esposizione sarà aperta al pubblico tutti i giorni, dal 16 luglio all’11 ottobre 2026, con orari di apertura dalle 9 alle 12 e dalle 16 alle 19. Sono previste visite guidate il sabato - la mattina alle 9, alle 10 e alle 11 e il pomeriggio alle 16, alle 17 e alle 18 - e la domenica su prenotazione, scrivendo alla mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o chiamando al numero +39 340 347 3320.

A cura di

Ufficio Cultura, Beni Culturali, Lingua Sarda, Tradizioni Popolari, SBU

Via Eligio Porcu 141 - 09045 - Quartu Sant'Elena

Dataset

Ultimo aggiornamento

16 Luglio 2026

Quanto sono chiare le informazioni su questa pagina?

Valuta da 1 a 5 stelle la pagina

Vuoi aggiungere altri dettagli? 2/2

Inserire massimo 200 caratteri