Al via la terza edizione dell’Officina delle Lingue Minoritarie, Quartu ospita Carles Duarte i Montserrat

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L’appuntamento con l'eccezionale intellettuale catalano è per giovedì 5 novembre alle 17 nella Sala dell’Affresco dell’Ex Convento dei Cappuccini.

Data:

03 Novembre 2026

Tempo di lettura:

1 Min

 

L’Officina linguistica di Quartu parte col botto. Il primo appuntamento è infatti una proposta straordinaria per chi ama la cultura internazionale e gli scambi tra culture del mondo. E nel caso specifico l’universo delle lingue minoritarie mediterranee si sposa con la cultura persiana, situata geograficamente nell’attuale Iran.

Il festival prende infatti avvio giovedì 5 novembre alle ore 17, presso la Sala dell’Affresco dell’Ex Convento dei Cappuccini di via Brigata Sassari 4, con un’opera di respiro veramente globale: la traduzione dal persiano antico al catalano del poema sufi di Farid Udd Din Attar ‘La conversa dels ocells”, grazie a Carles Duarte i Montserrat. A parlare con lui, un intellettuale sardo altrettanto raffinato ed esperto come il filologo Maurizio Virdis. Un’operazione raffinata e profonda di cui non sfuggono i sottintesi riferiti alla geopolitica attuale.

Carles Duarte i Montserrat è una delle figure culturali più poliedriche ed eccellenti della Catalogna, stimato a livello internazionale come poeta, linguista, traduttore e politico spagnolo. La sua straordinaria carriera si sviluppa su più fronti, unendo un profondo rigore accademico a una spiccata sensibilità artistica e all’impegno civile. L’incursione di Carles Duarte i Montserrat nella traduzione dal persiano rappresenta uno dei vertici più alti e raffinati del suo percorso di intellettuale globale. Il suo lavoro in questo ambito si è concentrato su uno dei capolavori assoluti del misticismo sufico: ‘La conversa dels ocells. Les set valls’ (Il verbo degli uccelli o La conferenza degli uccelli), l’opera monumentale del poeta persiano medievale.

La traduzione di Duarte si focalizza sul nucleo centrale del poema di Attar, ovvero le ‘Sette Valli’. Si tratta del viaggio spirituale e allegorico intrapreso dagli uccelli del mondo (simbolo delle anime umane) alla ricerca del loro re spirituale, il Simurgh (il Divino). Come sottolineato da fonti autorevoli, la scelta di Duarte di tradurre il persiano antico in lingua catalana non è solo un esercizio linguistico, ma un’operazione culturale profonda. Mira a costruire un ponte di dialogo letterario e spirituale tra il mondo mediorientale e quello mediterraneo, offrendo spunti di riflessione attualissimi sulla convivenza e la comprensione globale dei popoli. L’approccio da poeta-filologo, con la traduzione di un testo allegorico medievale, richiede non solo una padronanza strutturale della lingua, ma anche una spiccata sensibilità poetica per restituire l’alto valore lirico ed ermetico delle metafore sufi.

Duarte affronta questo compito unendo il suo rigore di studioso della lingua alla sua vena artistica. L’eccellenza della sua figura è evidente da qualunque prospettiva la si guardi. È un pilastro della linguistica catalana, lavorando fin da giovanissimo al fianco di figure mitiche di quella cultura e collaborando per ben dieci anni con il professor Joan Coromines alla stesura dell’imponente Diccionari Etimològic i Complementari de la Llengua Catalana. È inoltre coautore di una celebre Grammatica storica del catalano e di una Sintesi di storia della lingua catalana. Ed anche un poeta di rara sensibilità. Molti dei suoi testi e delle sue raccolte sono stati tradotti in italiano e in numerose altre lingue (tra cui francese, inglese e bosniaco), anche per via di una poetica spesso incentrata su temi profondi, come il senso dell’esistenza, la memoria e l’importanza della tenerezza nelle relazioni umane. Ma Duarte è anche esperto di linguaggi amministrativi: fin dal 1983 dirige la prestigiosa rivista Llengua i Dret (Lingua e Diritto), un punto di riferimento fondamentale per lo studio e lo sviluppo del linguaggio giuridico e amministrativo in lingua catalana.

Oltre all’attività intellettuale, ha ricoperto ruoli istituzionali di altissimo rilievo, tra cui quello di Segretario Generale della Presidenza della Generalitat de Catalunya durante i governi di Jordi Pujol. E ha inoltre guidato importanti istituzioni culturali come la Fondazione CIC di Barcellona e la Fondazione Catalunya.

Grazie a questo eccezionale equilibrio tra la precisione dello scienziato della lingua e la delicatezza del poeta, Duarte i Montserrat continua a essere un punto di riferimento insostituibile per la cultura catalana contemporanea. Tra i riconoscimenti più recenti a lui riservati vanno menzionati: il Premio d’Onore della Stampa Comprensoriale (2026), assegnato all’unanimità dall’Associació Catalana de la Premsa Comarcal (ACPC), con la giuria che ha voluto celebrare la sua figura come un simbolo di costante impegno verso la lingua catalana e di appassionata difesa degli spazi comunicativi territoriali; il Riconoscimento Speciale 2023 ad Alghero (storica isola linguistica catalana in Sardegna) per la sua straordinaria attività di cooperazione, vicinanza e interscambio culturale all’interno del bacino del Mediterraneo; il Premio Nazionale Ondras (2022), conquistato in Sardegna (‘Ondra’ in lingua sarda significa ‘onore’) assegnato dalla Fundació Sardenya, encomio per il suo costante lavoro internazionale nella promozione e tutela delle lingue minoritarie.

La rilevanza del suo percorso letterario è legata a doppio filo anche ad alcuni dei riconoscimenti più significativi della Catalogna e dell'Europa: Creu de Sant Jordi (2007), una delle massime onorificenze concesse dalla Generalitat de Catalunya per i suoi eccezionali meriti in campo culturale; Premio Ramon Fuster (2014), conferito dal Collegi Oficial de Doctors i Llicenciats in Filosofia i Lletres i en Ciències de Catalunya per la sua traiettoria letteraria e il suo contributo al mondo educativo; Premio della Critica ‘Serra d'Or’ per la Poesia (2004), ricevuto per la sua celebre raccolta El centre del temps; Cavaliere delle Arti e delle Lettere (Chevalier des Arts et des Lettres), importante onorificenza concessa dalla Repubblica Francese per il rilievo internazionale della sua opera letteraria. All'inizio della sua carriera lirica ha inoltre ottenuto il Premi Cadaqués - Rosa Leveroni (1995) per la raccolta Cohèlet e il Premi Vila de Martorell (1996) per Ben Sira.

Nella stessa serata quartese, giovedì 5 novembre, in un dialogo con Giusy Fanti sarà presentata l’opera bilingue di Sandro Dessi ‘Un padre aveva due figli’ che rilegge il mito del figliuol prodigo e lo traduce anche in sardo. Una delle poche opere pubblicate nel 2026 utilizzando la nostra lingua regionale e che dunque sarà interessante proprio per gli spazi che apre e per lo sforzo di mantenere viva la nostra letteratura.

A cura di

Ufficio Cultura, Beni Culturali, Lingua Sarda, Tradizioni Popolari, SBU

Via Eligio Porcu 141 - 09045 - Quartu Sant'Elena

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Ultimo aggiornamento

03 Novembre 2026

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