Tre giorni al Parco di Molentargius tra natura, cultura, sport e spettacolo: Esperienze e Suoni d’Acqua chiude con 10.000 presenze

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Grande successo per la quinta edizione del festival.

Data:

12 Ottobre 2026

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Diecimila presenze in tre giorni per la quinta edizione di Esperienze e Suoni d’Acqua, il festival che dal 9 all’11 ottobre ha trasformato il Parco Naturale Regionale Molentargius-Saline in un grande luogo di incontro, cultura, sport, musica e scoperta del territorio. Un risultato importante per la manifestazione organizzata dall’Associazione Baetorra, che conferma la capacità del festival di richiamare un pubblico numeroso e trasversale, coinvolgendo famiglie, bambini, giovani, adulti e appassionati di attività all’aria aperta, spettacoli e tradizioni locali.

Per tre giornate il Parco di Molentargius e le aree circostanti hanno ospitato un programma articolato di oltre 40 esperienze, offrendo ai partecipanti l’opportunità di conoscere e vivere il territorio attraverso attività differenti, unite da un filo conduttore: la valorizzazione del patrimonio ambientale e culturale della Sardegna attraverso il coinvolgimento diretto delle persone.

Un programma ricco di esperienze, tra tradizione e innovazione, ha accompagnato il pubblico alla scoperta delle diverse anime del territorio. Dall'arrampicata all’urban golf, dai laboratori sulle launeddas e sull’archeologia alle attività dedicate alla gastronomia tradizionale fino ai percorsi di benessere e alle esperienze per i più piccoli. Grande curiosità ha suscitato anche la mongolfiera, che ha contribuito a rendere ancora più suggestivo il paesaggio di Molentargius.

Non sono mancati gli appuntamenti dedicati alla danza e alle arti performative. La compagnia Gruppo E-Motion ha arricchito il festival con la performance Sa Ballada - Lamentation Variations Project, una proposta di danza contemporanea capace di mettere in relazione movimento, memoria e tradizione. Il progetto, inserito nelle celebrazioni internazionali Graham100, ha portato nel contesto di Molentargius un dialogo artistico tra il linguaggio coreografico di Martha Graham e la memoria rituale delle attitadoras sarde. Un incontro tra ricerca contemporanea e patrimonio culturale che ha contribuito ad ampliare la proposta artistica della manifestazione, dimostrando come anche gli spazi naturali possano diventare luoghi di espressione, sperimentazione e incontro con il pubblico.

La musica ha scandito le tre giornate, accompagnando il festival dal ritmo del rock’n’roll alle sonorità del jazz internazionale. Ad aprire la programmazione musicale, venerdì 9 ottobre, è stata la Sardinia Rockabilly Family, protagonista di una serata dedicata alla cultura rockabilly e al ballo, con esibizioni dal vivo, DJ set e momenti di coinvolgimento del pubblico. Un appuntamento che ha portato nell’area del festival energia e movimento Sabato 10 ottobre è stata la volta di Gavino Murgia con Africa Sky, un progetto musicale che attraversa culture, ritmi e linguaggi differenti, ha messo in dialogo le radici della tradizione con le contaminazioni della musica contemporanea. Un concerto che ha offerto al pubblico un percorso sonoro tra identità, improvvisazione e ricerca artistica. A chiudere la quinta edizione, domenica 11 ottobre, il concerto del pianista e compositore cubano Omar Sosa, protagonista di uno degli appuntamenti più attesi della manifestazione. La sua esibizione al tramonto, con le improvvisazioni per pianoforte solo di Sendas, ha accompagnato il pubblico nell’ultima serata del festival, creando un incontro tra musica, luce e paesaggio. I concerti di Gavino Murgia e Omar Sosa, realizzati in collaborazione con il Festival Forma e Poesia nel Jazz, hanno confermato la volontà di affiancare alla dimensione esperienziale una proposta musicale di qualità, capace di dialogare con il territorio e attrarre pubblici differenti.

Il coinvolgimento delle realtà locali ha rappresentato un elemento fondamentale dell’intera manifestazione: dalle associazioni sportive e culturali ai professionisti impegnati nella realizzazione dei laboratori, fino agli operatori della ristorazione e delle produzioni del territorio. Una partecipazione diffusa che ha permesso di affiancare alle attività esperienziali anche occasioni di incontro, socialità e scoperta delle eccellenze locali.

Il Parco di Molentargius si conferma il cuore di un progetto che va oltre la dimensione del singolo evento. Il festival nasce infatti con l’obiettivo di promuovere un rapporto più diretto tra cittadini, visitatori e patrimonio naturale, attraverso modalità di fruizione che favoriscano la conoscenza, il rispetto dell’ambiente e la partecipazione attiva. La scelta di concentrare la manifestazione in uno dei luoghi più rappresentativi del patrimonio ambientale di Quartu Sant’Elena contribuisce a rafforzare il ruolo del Parco come spazio di incontro tra natura, cultura e comunità. Un luogo che, attraverso iniziative di questo tipo, può essere vissuto non soltanto come destinazione naturalistica, ma anche come punto di riferimento per attività culturali, educative e ricreative.

Le 10.000 presenze rappresentano inoltre un segnale significativo per l’attrattività del territorio nel periodo autunnale. La capacità di richiamare visitatori attraverso un’offerta che unisce esperienze, spettacoli, sport e gastronomia conferma le opportunità legate allo sviluppo di un turismo esperienziale capace di valorizzare Quartu Sant’Elena e il territorio circostante anche oltre la stagione estiva.

“Diecimila presenze in tre giorni sono un risultato che ci rende orgogliosi e che premia il lavoro di tutte le realtà coinvolte – il commento di Marcello Pilia, Presidente dell’Associazione Baetorra -. Ma il successo più grande è vedere migliaia di persone vivere Molentargius, scoprire nuove attività e incontrarsi attraverso la cultura, lo sport e la musica. Esperienze e Suoni d'Acqua è cresciuto grazie a una rete di collaborazioni che ogni anno diventa più forte. Vogliamo continuare su questa strada, facendo del festival non soltanto un grande evento, ma un progetto capace di generare nuove opportunità per il territorio durante tutto l'anno”.

La quinta edizione di Esperienze e Suoni d'Acqua si chiude così con un risultato che rafforza le prospettive di crescita della manifestazione. Un festival che negli anni ha progressivamente ampliato la propria proposta, costruendo nuove collaborazioni e mettendo al centro l’idea che il territorio possa essere raccontato e valorizzato soprattutto attraverso le esperienze che le persone vivono in prima persona.

Il bilancio di questa edizione restituisce l'immagine di una manifestazione capace di unire generazioni, interessi e linguaggi differenti, facendo convivere nello stesso contesto la tradizione delle launeddas e la ricerca della danza contemporanea, l’energia del rock’n’roll e le sonorità del jazz internazionale, lo sport e le attività dedicate alla scoperta dell’ambiente. Tre giorni che hanno confermato il valore di una progettualità condivisa e la capacità del territorio di accogliere eventi complessi, costruiti attraverso il contributo di numerose realtà.

A cura di

Ufficio Cultura, Beni Culturali, Lingua Sarda, Tradizioni Popolari, SBU

Via Eligio Porcu 141 - 09045 - Quartu Sant'Elena

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Ultimo aggiornamento

12 Ottobre 2026

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