The Social Gallery ospita 'Becoming Show', il progetto espositivo sulle opere di Silvia Mei a cura di Ivo Serafino Fenu
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Venerdì 26 giugno l'inaugurazione, sarà visitabile sino al 25 luglio.
16 Giugno 2026
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Nuovo appuntamento dedicato alla pittura contemporanea a Quartu, stavolta con l’artista Silvia Mei, protagonista della mostra Becoming Show, progetto espositivo, curato dal critico d’arte Ivo Serafino Fenu, che presenta una selezione di opere di forte impatto visivo provenienti dalla Collezione Giuseppe Demara. L’esposizione si inserisce nel programma del Festival V-Art – Quartu Exposition, rassegna dedicata ai linguaggi dell’arte contemporanea che quest’anno celebra la sua quinta edizione.
La Silvia Mei Solo Exhibition è organizzata dall’Associazione Culturale Labor, in collaborazione con Regione Autonoma della Sardegna, Comune di Quartu Sant’Elena e Fondazione di Sardegna. L’inaugurazione è prevista per venerdì 26 giugno p.v. alle ore 18.30 presso The Social Gallery, dove il pubblico potrà incontrare l’artista e approfondire il percorso espositivo che caratterizza questa nuova proposta culturale.
Il concetto di becoming (divenire) rimanda a una dimensione in cui l’essere vivente non è mai statico, ma colto in un flusso ininterrotto di mutamento, in una transizione perenne che rifiuta definizioni univoche. In questo scenario, l’opera di Silvia Mei (Cagliari, 1985) si pone come un gabinetto alchemico contemporaneo, dove i volti e i corpi non sono punti d’arrivo, ma stadi intermedi di una metamorfosi che abbraccia l’umano, il ferino e il divino. Il titolo della mostra, Becoming Show, è, in tal senso, una chiave d’accesso per varcare la soglia dell’universo dell’artista, in un’esposizione che, ancora una volta, attinge alla collezione di Giuseppe Demara con diverse opere inedite. Siamo di fronte a un’arte che si manifesta come un processo biologico e psichico inarrestabile, dove il corpo umano non è più un confine definitivo, bensì un territorio di transito, un involucro malleabile pronto ad accogliere l’alterità animale, il germoglio vegetale, la deformazione onirica, lo sbandamento esistenziale. La pittura di Silvia Mei, aggressiva e raffinata al contempo, si muove, infatti, nel territorio del monstrum, da intendersi come prodigio, segno, eccezione che rompe la norma per rivelare una verità superiore. I corpi che popolano le sue tele sono figure “prodigiose” proprio perché eccedono i limiti della rappresentazione tradizionale, corpi mostruosi perché incerti, ambigui, corpi di confine, creature di soglia, ibride, metamorfiche, dagli esiti imprevedibili e, appunto, meravigliosi. Le sue figure sono officianti di un rito che celebra la fine dell’antropocentrismo; il maschile e il femminile sono corpi trans-genere e trans-specie. Spesso ieratiche, in pose che richiamano la statuaria arcaica o le icone bizantine, sembrano dedite a un sabba postmoderno per una nuova sacralità laica e disturbante, protagoniste di un rito di cui noi, spettatori, siamo le potenziali vittime sacrificali o i testimoni attoniti. Le opere in mostra ci interrogano, dunque, sulla nostra capacità di accettare tale spiazzante ambiguità. In un mondo che chiede definizioni rapide e profili social standardizzati, Silvia Mei rivendica il diritto alla mostruosità, intesa come libertà assoluta di essere altro da sé.
Ivo Serafino Fenu
La mostra sarà visitabile sino al 25 luglio presso The Social Gallery, in via Eligio Porcu 43, il giovedì e il venerdì dalle ore 18.30 alle 20.30 con ingresso gratuito. Per informazioni
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16 Giugno 2026