Quartu aderisce alla campagna 'Libertà per Betty Lachgar', volta alla tutela della libertà di espressione
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La donna è prigioniera in Marocco dopo essere stata arrestata con l'accusa di aver violato le leggi sulla blasfemia mentre era a Londra.
17 Marzo 2026
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Una bandiera per invocare la tutela dei diritti, una mano tesa verso chi soffre in una prigione senza aver commesso reato. Anche Quartu Sant’Elena chiede la liberazione immediata di Ibtissame Betty Lachgar e l’abrogazione delle leggi marocchine sulla blasfemia, puntando un faro su una vicenda che racconta drammaticamente come possa essere azzerata la libertà di pensiero, superando persino i confini nazionali.
La femminista marocchina è stata arrestata il 10 agosto 2025 e condannata a 30 mesi di prigione per una foto scattata a Londra. Nell’immagine, Betty indossa una maglietta con la scritta ‘Allah is lesbian’, gesto che le autorità marocchine hanno ritenuto in violazione delle leggi sulla blasfemia. Attualmente la donna è costretta a vivere in condizioni disumane: da quattro mesi dorme infatti sul cemento, senza alcuna dignità.
Una vicenda che solleva forti preoccupazioni riguardo l’interpretazione di tale legislazione come strumento di repressione riguardo comportamenti o opinioni espresse non solo all’interno del Marocco, ma in qualunque luogo del mondo. Il caso rappresenta quindi un esempio piuttosto inquietante di persecuzione extraterritoriale, che mette a rischio la libertà di espressione e la sicurezza di tutte le persone che hanno legami con il Marocco, tra cui cittadini con doppia nazionalità ma anche semplici viaggiatori.
“Crediamo che sia fondamentale guardare oltre i nostri confini territoriali, riconoscendoci parte di una comunità più ampia, solidale e attenta alle ingiustizie - commenta l’Assessora a Pubblica Istruzione, Sport, Innovazione, Politiche di Genere e LGBT Cinzia Carta -. Per questo anche il Comune di Quartu Sant’Elena aderisce con convinzione a questa mobilitazione, nella speranza che la pressione collettiva possa favorire il ripristino dei diritti e della libertà di Betty Lachgar”.
Quartu aderisce quindi alla campagna promossa dalle associazioni Certi Diritti (certidiritti.org) ed Europa Radicale (europaradicale.eu). La bandiera con la scritta ‘Libertà per Betty Lachgar’ è stata consegnata all’esponente della Giunta Milia dalla referente regionale Laura Di Napoli, ed è stata successivamente posizionata nella facciata del Palazzo comunale. Un modo per certificare l’adesione al coro di chi chiede la liberazione di Betty e lo stop alle persecuzione di chi si oppone a un regime che limita le libertà personali.
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Ultimo aggiornamento
17 Marzo 2026