Il Comune adotta un regolamento per la salvaguardia, la tutela e l'uso dell'abito tradizionale quartese

Dettagli della notizia

Via libera del Consiglio comunale.

Data:

24 Aprile 2026

Tempo di lettura:

1 Min

 

Quartu ha un nuovo disciplinare per la salvaguardia, la tutela e l’uso del suo abito tradizionale. Il Consiglio comunale ha infatti approvato le Linee Guida, con norme specifiche per il prestito e la manutenzione delle proprietà comunali, e dato il via libera all’istituzione di un registro apposito.

L’abito tradizionale di Quartu Sant’Elena costituisce un elemento identitario fondamentale per la città: rappresenta la storia, la cultura, l'arte manifatturiera e l'anima della comunità. Si rende pertanto necessario tutelare tale patrimonio culturale immateriale, garantendo la trasmissione alle generazioni future delle tecniche di confezione, dei materiali originali e delle modalità corrette di vestizione, evitando deformazioni o uso improprio ì. Fornire criteri univoci per la presentazione degli abiti significa contrastare l’uso distorto e favorire la trasmissione del valore simbolico, estetico e storico, utilizzandolo coerentemente in tutti i contesti dove viene rappresentata la città.

Con ‘abito tradizionale quartese’ si intende l’insieme di capi e accessori riconducibili alla tradizione storica, documentata tra la fine del 1700 e l’inizio del 1900. Si distingue per genere ed età, tra femminile, maschile e infantile, i cui dettagli sono stati certificati nelle Linee Guida tecniche, redatte in collaborazione con le associazioni culturali da tempo attive nello studio e nella valorizzazione dell’abito nel territorio comunale e facendo riferimento al testo ‘I costumi di Quartu Sant’Elena nel panorama dell’abbigliamento tradizionale sardo – Bisti sa crazza’, a cura di Aldo Cinus, Gianni Orrù, Giuseppe Piras, Mariano Staffa e Luigi Cabras. Edito da Stef, con il patrocinio del Comune di Quartu Sant’Elena, il volume contiene la descrizione storica e filologica dell’abito, le varianti documentate e riconosciute, le indicazioni su materiali, colori e confezionamento, i criteri per la presentazione decorosa, gli esempi iconografici e fotografici.

La regolamentazione dell'uso del costume si pone come prerogativa di base per la sua promozione e conseguente valorizzazione, durante le manifestazioni civili, religiose e turistiche. Una Commissione Tecnica, composta dall’Istituto Superiore Regionale Etnografico (ISRE) della Sardegna e dalle Soprintendenze ministeriali con competenze in Sardegna avrà funzioni consultive ai fini della certificazione della conformità dei costumi utilizzati nelle manifestazioni ufficiali e della verifica dell’attendibilità storica delle ricostruzioni.

L’adozione del regolamento è un ulteriore elemento di tutela della tradizione, del folclore, del vissuto individuale, strumento fondamentale per certificare la dimensione del rigore scientifico. Se è vero che l’identità di un popolo, così come di un individuo, è espressa da ciò che si intende diventare, è ancor più vero che l’elemento di partenza, indubbiamente imprescindibile, è la consapevolezza di cioè che si è stati e di ciò che si è.

A cura di

Ufficio Cultura, Beni Culturali, Lingua Sarda, Tradizioni Popolari, SBU

Via Eligio Porcu 141 - 09045 - Quartu Sant'Elena

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Ultimo aggiornamento

28 Aprile 2026

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