TEATRO IMPOSSIBILE, IL 28 MAGGIO GRAN FINALE DEL PROGETTO 'SUONI DI LOLLA'

Il progetto di coesione sociale "Suoni di Lolla"  è arrivato a fine percorso e si conclude con un laboratorio teatrale-musicale-esperenziale volto a scoprire e raccontare la città attraverso le sue case storiche. L'evento si terrà presso la Sala dell'Oratorio della Basilica di Sant'Elena il 28 maggio 2024 alle ore 11. La partecipazione è gratuita e non prevede prenotazione.

Data:
16 maggio 2024

Visualizzazioni:
196

Il progetto di coesione sociale "Suoni di Lolla"  è arrivato a fine percorso e si conclude con un laboratorio teatrale-musicale-esperenziale volto a scoprire e raccontare la città attraverso le sue case storiche. L'evento si terrà presso la Sala dell'Oratorio della Basilica di Sant'Elena il 28 maggio 2024 alle ore 11. La partecipazione è gratuita e non prevede prenotazione.

'Marziani a Quartu' è il titolo della performance pubblica conclusiva del progetto "Suoni di Lolla", ideato e gestito dall’Associazione Culturale Teatro Impossibile, in collaborazione col Centro di Salute Mentale di Quartu Sant’Elena, la Cooperativa Agape e la Fondazione Domus de Luna. Un percorso capace di regalare sorprese ed emozioni, cominciato due anni fa nell’ambito dei progetti di Coesione Sociale finanziati dall’Assessorato ai Servizi Sociali del Comune di Quartu Sant'Elena, che tutt’ora sostiene l’iniziativa e che ha coinvolto i cittadini in una curiosa avventura.

Due anni fa, Elio Turno Arthemalle, Emanuela Lai e Felice Colucci misero in piedi un laboratorio di scrittura e narrazione aperto a chi volesse intervenire e regalare al gruppo una storia (reale o d’invenzione), che avesse come sfondo la città di Quartu. Le voci vennero registrate dal musicista Francesco Medda Arrogalla che, guidando una serie di “sortite” in città e nei dintorni, si recò con gli autori delle storie e alcuni microfoni speciali a registrare i suoni specifici di ogni luogo narrato. Provarono così a collegare la memoria dei partecipanti a luoghi specifici quartesi utilizzando come porta sensoriale privilegiata l’udito. Le “sinfonie urbane” che ne scaturirono portarono all’ideazione di un quartiere immaginario, “Is canis cotus”: una Macondo quartese in cui far convivere e interagire storie e persone in assoluta libertà.

Quest’anno, contando su un gruppo di lavoro ancora più nutrito, l'associazione si posiziona temporalmente negli anni in cui quell'immaginaria Macondo quartese fu fondata, per indagare sui motivi della sua misteriosa scomparsa, avendo come primo indizio un vecchio hard disk in cui sono conservate delle voci e dei suoni registrati nel fantomatico 'bixinau' evaporato dal tessuto urbano. Quei suoni, se ascoltati all’interno di una tipica casa campidanese, creano una sorta di varco attraverso il quale è possibile raggiungere 'Is canis cotus', visitare il quartiere e ritrovare i suoi abitanti. Le case e i loro tipici angoli diventano così un dispositivo immaginario attraverso cui collegare punti diversi dello spazio-tempo. I “viaggi” alla ricerca del quartiere con questo meccanismo di fantasia garantiscono infatti un pretesto per elaborare nuove storie e attribuire nuovi significati al lavoro già svolto: le esperienze già fatte sopravvivono nella memoria e fecondano stimoli nuovi.



 

-5913572047471099674121

Ulteriori informazioni

Aggiornamento:
16/05/2024, 12:09

Potrebbero interessarti