VENERDÌ 15 A SA DOM'E FARRA SI PARLA DI SPOPOLAMENTO CON IL PROGETTO 'FREEMOS'

Ben 45mila residenti persi nell’ultimo decennio, una trentina di paesi destinati a scomparire nell’arco dei prossimi 40/60 anni.

Data:
11 luglio 2022

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Ben 45mila residenti persi nell’ultimo decennio, una trentina di paesi destinati a scomparire nell’arco dei prossimi 40/60 anni. Sono i dati più evidenti dell'emergenza spopolamento che sta investendo la Sardegna e sulla quale la Fondazione Maria Carta vuole tenere accesi i riflettori, con l’obiettivo di accendere il dibattito, sviluppare riflessioni e favorire analisi, utili a trovare adeguate soluzioni.

È nato così nel 2017 il progetto ‘Freemos’, il cui nome unisce in un neologismo il termine inglese ‘Free’  e la parola sarda ‘Frimmos’ (fermi), al fine di rappresentare in maniera rapida e diretta la libertà di restare, di poter scegliere di non andare via che dovrebbe essere insita nella popolazione sarda. Non ci si può arrendere all’idea che interi piccoli centri della Sardegna siano destinati, da qui ad alcuni decenni, alla totale estinzione. È invece legittimo, se non addirittura doveroso, chiedersi quali azioni in concreto possano essere intraprese per invertire la tendenza.

Maria Carta ha saputo testimoniare e diffondere nel mondo un’immagine positiva e fiera della Sardegna. Nel corso della sua carriera ha infatti innovato e rafforzato i canti e le musiche popolari dell’Isola, favorendo il rifiorire dell’interesse verso le varie espressioni della tradizione culturale sarda, compresi i balli e i costumi. Su quel solco, la Fondazione Maria Carta si pone oggi l’obiettivo di promuovere e valorizzare e tutelare le tradizioni popolari e la Sardegna tutta.

Per attirare l’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica su un fenomeno che, se non arginato, nel giro di pochi anni avrà una portata dirompente occorre muoversi, coinvolgere le comunità, invitare la popolazione a prendere coscienza della situazione. E una di queste occasioni è sicuramente la rassegna ‘La luna sotto casa’, studiata dall’Amministrazione comunale quartese con il contributo della Fondazione di Sardegna e il coordinamento organizzativo dell’Associazione Enti Locali per le attività culturali e di spettacolo.

Il dibattito, già avviato in piccole e grandi comunità quali Baradili, Monteleone Rocca Doria, Fonni, Bortigali, Villamassargia, Collinas  e Sassari, dopo una breve interruzione dovuta alla pandemia, è ripartito da Alghero e ora approda a Quartu, nella sempre suggestiva location de Sa Dom’e Farra, tipica casa campidanese da sempre punto culturale di riferimento in città.

Venerdì 15 luglio alle 20 la serata sarà aperta dall'illustrazione del progetto ad opera del suo ideatore, Leonardo Marras, che poi dialogherà con le istituzioni cittadine e con il giornalista Giacomo Serreli. Farà seguito uno spettacolo musicale, che vedrà alternarsi in scena il cantautore Andrea Andrillo, il duo Fantafolk con Andrea Pisu alle launeddas e Vanni Masala all'organetto, il duo formato da Beppe Dettori e Raoul Moretti e la cantante Manuela Ragusa accompagnata alla chitarra da Mario Pierno.

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Aggiornamento:
11/07/2022, 13:07

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