Quartu Sant’Elena premiati i giovani ambasciatori del rispetto e della parità di genere
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Nella suggestiva Sala dell’Affresco dell'ex Convento dei Cappuccini si è conclusa lunedì 9 marzo la quinta edizione del concorso “Rispetti.amoci”, iniziativa promossa dalle Commissioni Pari Opportunità e Istruzione per sensibilizzare alunni e alunne sui valori del rispetto reciproco e della parità.
Data:
09 Marzo 2026
Tempo di lettura:
1 Min
Emozioni, riflessioni profonde e messaggi potenti hanno caratterizzato la cerimonia di premiazione del concorso “Rispetti.amoci”, svoltasi oggi nella Sala dell’Affresco dell'ex Convento dei Cappuccini di Quartu Sant'Elena. L’evento, giunto alla sua quinta edizione, ha visto protagonisti gli studenti delle scuole cittadine, che con creatività e sensibilità hanno affrontato il tema del rispetto, della parità di genere e della lotta a ogni forma di violenza.
Presenti all’iniziativa la Presidente della Commissione Pari Opportunità Elisa Usalla e la Presidente della Commissione Istruzione Ketty Giua, che hanno curato l’organizzazione insieme all'assessora alla Pubblica Istruzione, Sport, Innovazione, Politiche di Genere e Lgbt Cinzia Carta. Ad accogliere i giovani partecipanti il sindaco Graziano Milia, che ha sottolineato l’importanza di “imparare divertendosi” e la necessità di creare “nuovi cittadini consapevoli” e ha rivolto complimenti agli alunni e agli insegnanti per il prezioso lavoro svolto.
La classe quinta C della scuola primaria di via Vespucci, la Porcu-Satta, ha conquistato la giuria con un elaborato originale e introspettivo: un’intervista immaginaria al “Rispetto” personificato, seguita dalla stesura collettiva di un giornale e di un editoriale. "Il rispetto vive nelle parole e nei gesti delle persone - hanno fatto dire i bambini al protagonista - lo si trova quando non si giudica, quando si fa del bene, quando si accettano gli altri per ciò che sono". Particolarmente apprezzato l’editoriale dal titolo emblematico: “Non è una cosa da femmine, è una questione di rispetto”, in cui i piccoli autori hanno affermato con forza che non esistono sogni, ruoli o comportamenti esclusivi di uomini e donne, e che le "mani grandi dei ragazzi servono per aiutare e sollevare, mai per colpire". Particolarmente toccante il discorso della studentessa Maryan Maruf, che ha spiegato quanto sia importante creare consapevolezza anche tra gli adulti e ha ringraziato l'insegnate Alessandra Sanna per l’importante lavoro svolto: “Ci insegna che siamo dei semini portatori di speranza”.
Menzione speciale anche per il video realizzato dalla classe seconda D della scuola secondaria di via Turati, un lavoro corale che analizza la violenza di genere e promuove relazioni alla pari tra ragazzi e ragazze. Il video ha ricevuto una vittoria unanime da parte della commissione giudicatrice, composta dalla psicologa Rina Salis e dal consigliere comunale Francesco Amore. La psicologa Salis ha ribadito un messaggio cruciale: “Esistono vittime e carnefici, ma se la vittima acquisisce consapevolezza e impara a chiedere aiuto, può salvarsi”. Il consigliere Amore, definendosi “il più anziano in aula”, ha invitato i ragazzi a “darci un mondo migliore”, sottolineando come proprio il loro lavoro insegni agli adulti i colori della vita.
L’assessora Cinzia Carta si è detta commossa dai pensieri profondi condivisi dagli studenti: “Avete fatto un grande passo verso la vera parità. La Festa della Donna ci ricorda ogni giorno l’importanza di rispettare i diritti di tutti". Elisa Usalla ha evidenziato come la commissione creda fortemente in questa iniziativa: “È fondamentale creare consapevolezza fin da piccoli: voi avete centrato il cuore del concetto di rispetto, e per l’amministrazione di Quartu questo è un valore prioritario”. “Le ragazze e i ragazzi devono imparare a chiedere aiuto quando ne hanno bisogno: è un messaggio fondamentale che emerge con forza dai lavori presentati oggi” ha sottolineato Ketty Giua. “Abbiamo valutato con attenzione entrambi i progetti - l’intervista al “Rispetto” della quinta C e il video sulla violenza di genere della seconda D - e li abbiamo ritenuti entrambi lodevoli per la profondità e la maturità con cui hanno affrontato il tema”.
Il concorso “Rispetti.amoci” conferma anno dopo anno il suo ruolo di strumento educativo prezioso, capace di stimolare nei giovani una riflessione matura e responsabile su temi fondamentali per una società più giusta e inclusiva.
Presenti all’iniziativa la Presidente della Commissione Pari Opportunità Elisa Usalla e la Presidente della Commissione Istruzione Ketty Giua, che hanno curato l’organizzazione insieme all'assessora alla Pubblica Istruzione, Sport, Innovazione, Politiche di Genere e Lgbt Cinzia Carta. Ad accogliere i giovani partecipanti il sindaco Graziano Milia, che ha sottolineato l’importanza di “imparare divertendosi” e la necessità di creare “nuovi cittadini consapevoli” e ha rivolto complimenti agli alunni e agli insegnanti per il prezioso lavoro svolto.
La classe quinta C della scuola primaria di via Vespucci, la Porcu-Satta, ha conquistato la giuria con un elaborato originale e introspettivo: un’intervista immaginaria al “Rispetto” personificato, seguita dalla stesura collettiva di un giornale e di un editoriale. "Il rispetto vive nelle parole e nei gesti delle persone - hanno fatto dire i bambini al protagonista - lo si trova quando non si giudica, quando si fa del bene, quando si accettano gli altri per ciò che sono". Particolarmente apprezzato l’editoriale dal titolo emblematico: “Non è una cosa da femmine, è una questione di rispetto”, in cui i piccoli autori hanno affermato con forza che non esistono sogni, ruoli o comportamenti esclusivi di uomini e donne, e che le "mani grandi dei ragazzi servono per aiutare e sollevare, mai per colpire". Particolarmente toccante il discorso della studentessa Maryan Maruf, che ha spiegato quanto sia importante creare consapevolezza anche tra gli adulti e ha ringraziato l'insegnate Alessandra Sanna per l’importante lavoro svolto: “Ci insegna che siamo dei semini portatori di speranza”.
Menzione speciale anche per il video realizzato dalla classe seconda D della scuola secondaria di via Turati, un lavoro corale che analizza la violenza di genere e promuove relazioni alla pari tra ragazzi e ragazze. Il video ha ricevuto una vittoria unanime da parte della commissione giudicatrice, composta dalla psicologa Rina Salis e dal consigliere comunale Francesco Amore. La psicologa Salis ha ribadito un messaggio cruciale: “Esistono vittime e carnefici, ma se la vittima acquisisce consapevolezza e impara a chiedere aiuto, può salvarsi”. Il consigliere Amore, definendosi “il più anziano in aula”, ha invitato i ragazzi a “darci un mondo migliore”, sottolineando come proprio il loro lavoro insegni agli adulti i colori della vita.
L’assessora Cinzia Carta si è detta commossa dai pensieri profondi condivisi dagli studenti: “Avete fatto un grande passo verso la vera parità. La Festa della Donna ci ricorda ogni giorno l’importanza di rispettare i diritti di tutti". Elisa Usalla ha evidenziato come la commissione creda fortemente in questa iniziativa: “È fondamentale creare consapevolezza fin da piccoli: voi avete centrato il cuore del concetto di rispetto, e per l’amministrazione di Quartu questo è un valore prioritario”. “Le ragazze e i ragazzi devono imparare a chiedere aiuto quando ne hanno bisogno: è un messaggio fondamentale che emerge con forza dai lavori presentati oggi” ha sottolineato Ketty Giua. “Abbiamo valutato con attenzione entrambi i progetti - l’intervista al “Rispetto” della quinta C e il video sulla violenza di genere della seconda D - e li abbiamo ritenuti entrambi lodevoli per la profondità e la maturità con cui hanno affrontato il tema”.
Il concorso “Rispetti.amoci” conferma anno dopo anno il suo ruolo di strumento educativo prezioso, capace di stimolare nei giovani una riflessione matura e responsabile su temi fondamentali per una società più giusta e inclusiva.
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Ultimo aggiornamento
09 Marzo 2026